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Anteprima - Qualcosa di straordinario

di Luca Spina

Anteprima - Qualcosa di straordinario

Una famiglia di balene è rimasta intrappolata nel ghiaccio. Ecco l’incipit per raccontare il nuovo film in cui compare Drew Barrymore. Un film ecologista, ma che riesce in qualche modo a convincere.

A leggere di sfuggita la trama di “Qualcosa di straordinario”, sembrerebbe quasi che il film presenti il classico canovaccio orientato all’amore per il pianeta, sforzando la sceneggiatura verso una presentazione fin troppo emotiva e strappalacrime.

D’altronde la stessa Barrymore (Rachel Kramer nel film) recita la parte di  una volontaria di Greenpeace. Insomma, l’intenzione sembrerebbe proprio quella di  portare su schermo una favola  per un pubblico giovane in salsa ecologista.

La realtà è (parzialmente) diversa: il pretesto delle balene intrappolate fra i ghiacci dell’Alaska, che peraltro è tratta da una storia vera, mette in scena una discreta disanima di come i media tendano ad ingigantire tutti gli eventi ed abbiano la capacità di inscenare un vero e proprio evento.

Osservare come il film riesca a mostrare, con un pizzico di cinismo e tanto sarcasmo, la storia delle balene intrappolate sia diventata un caso mondiale, fa sorridere e riflettere, soprattutto durante questi giorni in cui proprio diverse tristi vicende di cronaca colonizzano tutti i palinsesti televisivi.

Non mancheranno durante la visione momenti in puro stile “buoni sentimenti” e faranno capolino anche alcune lacrimucce della Barrymore, che però non saranno mai troppe e non disturberanno la visione anche da parte di un pubblico adulto.

Quest’ultimo poi sarà invaghito anche dall’atmosfera anni ’80, sapientemente riprodotta tramite alcuni gadget che imperversavano all’epoca, fra tutti il walkman.

Oltre alla questione della gestione delle notizie da parte dei media, il film riesce a far trapelare la doppia verità che si cela dietro alcuni “scandali ambientali”. Il popolo dell’Alaska ha la possibilità di spiegare durante il film di come la caccia alle balene significhi sopravvivenza per questo popolo.

Le balene, per il popolo dei ghiacci, significano soprattutto sussistenza. Queste piccole grandi verità, o per altri ovvietà, rendono più gustosa la visione, che altrimenti sarebbe stata riservata solo a coloro che soffrono della “lacrima facile” quando si mettono in scena ipotetiche tragedie che coinvolgono il mondo animale.

“Qualcosa di straordinario” riesce in questo modo ad essere un film gradevole, che non fa uscire lo spettatore scontento dal cinema. Sebbene non possa essere valutato come imperdibile, lo script del film riesce a gestire diversi punti della vicenda sotto ottiche diverse.

Il risultato è che la questione delle balene intrappolate, pur essendo centrale nel film, riesce a creare lo spunto per altre osservazioni e riflessioni circa le intenzioni dei così detti benefattori della natura, spesso mossi da avidità personale, e di quelle dei difensori della natura sopra ogni cosa, che hanno comportamenti molte volte esagerati.

Un piccolo “teatro di punti di vista” questo film, che riesce ad innalzare la qualità globale della pellicola.

Sebbene fino alla fine del film non si riesca a capire se le balene troveranno salvezza, dopo pochi minuti di visione quello che esce vincitore è l’occasione di mostrare diverse  verità, facendo capire come non possa esistere un solo punto di vista, anche nelle questioni più gravose e delicate.

 

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