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I pinguini di Mr Popper

di Isabella Noseda

I pinguini di Mr Popper

“Ora, un pinguino in un salotto potrà anche sembrare uno spettacolo a dir poco bizzarro, ma un salotto appare altrettanto strano, visto da un pinguino“. Il romanzo di Florence e Richard Atwater “I pinguini di mr Popper” diventa lo spunto per il nuovo film di  Mark Waters.

Del romanzo, il film mantiene il tema del viaggio e la presenza sconvolgente, straniante e “terapeutica” dei pinguini.

Il Popper del libro è un imbianchino appassionato del Polo Nord, fan dell’Ammiraglio Drake che riceve da lui in dono dei pinguini con i quali organizza uno spettacolo che gli permette di girare il mondo coronando il suo sogno.

Sullo schermo Popper, magistralmente interpretato da Jim Carrey, è un immobiliarista newyorkese di grande successo che riceve in eredità dal padre esploratore sei pinguini.
La difficoltà di prendersi cura degli animali lo porterà a comprendere il valore della famiglia e degli affetti riconsiderando la sua carriera.

L’Assenza con cui deve confrontarsi Popper ha il peso di una palla di vetro con un paesaggio innevato e un posto vuoto al tavolo del ristorante di Miss Van Gundy.

Nel cast l’intramontabile Angela Lansbury (la mitica "Signora in Giallo") nei panni dell’arguta e ironica miss Van Gundy proprietaria del nuovo obiettivo immobiliare di Popper che mette in difficoltà l’affarista mostrandosi insensibile alle sue tattiche persuasive costringendolo inoltre a fare i conti con la memoria dell’infanzia.

I pinguini non sono solo un espediente per generare tenerezza e ilarità quanto piuttosto una sorta di testamento paterno.
L’Ammiraglio Popper che ha vissuto lontano dal figlio impegnato in esplorazioni intercontinentali, attraverso una “pet therapy”, sembra voler passare al figlio il testimone, aiutandolo a non commettere i suoi stessi errori e a diventare un padre migliore.

Meraviglioso Jim Carrey, un bambino dal volto maturo che trasforma il suo loft nella boccia di vetro innevata che gli regalò il padre.

Il souvenir, il ricordo spedito per raccontare una lontananza, diventa l’occasione per  ricostruire un rapporto con se stesso e con la propria famiglia.

Dopo “Eternal sunshine of the spotless mind” e altre grandi prove d’attore, Carrey ancora una volta ci regala il suo talento passando da un’inquadratura all’altra da scene esilaranti in cui coreografa improbabili performance danzanti dei pinguini ad altre in cui sembra essere lui stesso interpretato dal suo personaggio.

Commuove il senso d’impotenza di Popper di fronte all’uovo che non si schiude nonostante i suoi sforzi, che è la stessa difficoltà di un padre che riesce a dire sempre la cosa sbagliata alla figlia adolescente ferendola e quella di un marito incapace di non deludere la moglie.

Grande interpretazione dei pinguini che non si salvano, come i sette nani, dal binomio nomen omen..
Pinguini cinefili che restano ipnotizzati davanti alle avventure Charlot in cui forse un po’ si riconoscono, fuori dal loro habitat come lui eppure così necessari per dare la giusta chiave di lettura alla realtà.

“Occasioni come questa capitano di rado..”  ama ripetere Popper.
Il punto è: come riconoscere il peso delle occasioni? Come misurarle?

Di fronte al miracolo di un uovo di un pinguino che si schiude al quarantesimo piano di un grattacielo a Manhattan, il saggio di danza e la partita di baseball dei figli, persi per chiudere un affare immobiliare da milioni di dollari, sembrano una follia.

Il guscio non è così diverso dalla coperta di lana che avvolge Popper e i suoi figli come in un abbraccio.

 “I pinguini di Mr Popper” è un film per famiglie nella sua accezione più positiva perché propone una comicità acuta e intelligente, proponendo un messaggio positivo senza lezioncine spicciole: il senso d’inadeguatezza rispetto alle aspettative degli altri, rispetto alla vita che appartiene a ognuno di noi e a ognuno di noi spetta un pinguino a ricordarglielo e a offrirle l’occasione per sentirsi perfettamente parte dell’imperfezione meravigliosa della vita.

Se la vita è un viaggio, la vera conquista è capire che l’esplorazione ha valore solo se condivisa.

Il vecchio ammiraglio Popper lo scrive al figlio prima di partire per l’ultimo viaggio in solitaria: “Tieniti stretti i tuoi piccoli... Aquila pelata, passo e chiudo.”

Ecco il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=Z-f3HUw2bHI